Ciak...si cinema!

La santissima trinità del cinema è tornata
sabato, 12 aprile 2008

Riprendimi

riprendimi

Riprendimi


Un film di Anna Negri
Con Alba Rohrwacher, Marco Foschi, Valentina Lodovini, Stefano Fresi, Alessandro Averone, Marina Rocco, Cristina Odasso, Francesca Cutolo. Genere Drammatico, colore 96 minuti





In un momento in cui avevo deciso di smettere di scrivere per mancanza di tempo, di ispirazione ed altri vari ed eventuali motivi mi piomba davanti agli occhi Riprendimi, esempio fulgido di cinema italiano indipendente. Il ribollire delle viscere è più forte di qualsiasi motivazione razionale e di qualsiasi pressante impegno: devo scrivere, perché scrivere di un film è riflettere e scrivere di un film del genere è riflettere su se stessi prima di tutto.

Brevemente la trama per chi non la conoscesse:

Lucia e Giovanni sono una coppia di precari su cui una coppia di amici di lui, registi sfigati, decide di girare un documentario sul precariato. Ma durante le riprese la coppia va in crisi e così i due si trovano costretti a ricalibrare il tutto e a trasformare il documentario sui precari in documentario sul precariato della vita moderna in un'accezione più ampia che comprende anche gli affetti e le relazioni con gli altri.

Ma veniamo a noi.
Riprendimi è un film che ti maltratta. Uno di quelli che non ti bastano i titoli di coda per "riprenderti", uno di quelli che fai fatica ad alzarti perché ti accorgi di essere rimasto nudo di fronte allo schermo e di aver visto te stesso girare a vuoto insieme ai personaggi.

Il matrimonio è da posto fisso. In una società precaria, in una società liquida, non possono che esistere picchi, di amore, di sesso e di felicità; iniziata la curva discendente bisogna salire su un'altra giostra e ricominciare il giro.

Punto di vista questo, tutto maschile, rappresentato da Giovanni, che ai primi segni di stanchezza della storia con Lucia, con la quale condivide il tetto da tre anni e un figlio da poco meno, imbocca la porta di casa e se va via con la scusa di dover "ripensare a se stesso".

Per lui ritrovare il sesso, l'amore, la felicità, in un'altra donna appare semplice, tanto che con questo ritrova anche l'estro creativo tale da tornare in teatro con un suo spettacolo.

Le professioni dei due ragazzi non sono affatto casuali: Giovanni è un attore e Lucia una montatrice; tutta la vita di Giovanni sembra una recita, l’assenza di sincerità è la sua cifra caratteristica: recita con Lucia finché lei non si accorge della presenza di un'altra, con l'altra mente quando racconta che con la moglie è tutto chiarito.

Lucia, invece, lavora al montaggio, è un lavoro che le piace, quello di riprendere tutti pezzettini, come dice lei, e dare loro un senso. Lavoro duro però quando ad essere in frantumi è la sua stessa vita, il suo sogno, "la sua maternità felice". La donna e in questo film rappresenta la saggezza. Saggezza, potenziata al massimo, quando c'è un figlio da crescere.

Per quanto più difficile, l'esperienza di Lucia è più consolatoria, offre speranza, è una via in salita, ma più sta stabile e sincera. Cerca anche lei il sesso, ma lo rifiuta al momento dei fatti, e, a dispetto di chi la vorrebbe etichettare “sesso debole” sa trovare le sue certezze senza ricadere tra le braccia di un altro uomo. Anzi, lei stessa definisce Giovanni un tossico. Perché, senza Valentina, Giovanni probabilmente sarebbe tornato a casa. Ma la sirena della felicità perpetua chiama e lui non sa negarsi.

Molti, nel film, i riferimenti alla comunicazione di massa che propone dei modelli di vita palesemente irraggiungibili, prima di tutto questo inno alla felicità da cogliere al volo, da non lasciarsi scappare, questo piacere immediato da consumare a tutti i costi.

La felicità... non è un caso che la parola ricorra così spesso. Ci si interroga su cosa sia la felicità: l'innamoramento è la felicità? Sentirsi vivo è la felicità? La realtà è che felicità non è molto di più che una parola vuota quando si cerca di renderla qualcosa di più di un fugace attimo.

"Si ma che fai, ogni volta ricominci da capo?" dice un collega di Giovanni al nostro Peter Pan.

E, come dice giustamente Lucia, quello che viene dopo è l'amore: dove per amore diventa spirito di sacrifico, quel sacrificio del proprio ego per tenere unito quello che si è creato, la propria famiglia, il proprio figlio.

Riprendimi è una riflessioneimplacabile sulla nostra società, che non abbiamo costruito, ma ci hanno lasciato in eredità i nostri nonni e i nostri genitori, senza averci dato le armi e gli strumenti per capirla, la bussola per capire che il nord non è quello che si vede in tv.

Riprendimi gioca già dal titolo su un doppio binario, quello della telecamera che riprende questo strambo documentario sulla vita, di cui gli stessi autori non capiscono il senso, ammesso che ne abbia uno; e gioca anche con il desiderio di Lucia di essere ripresa dal marito, lampante nel momento in cui lei si getta ai suoi piedi e infine Riprendimi potrebbe anche alludere all'ultima volta, all'ultimo momento di amore e sesso (quella felicità e quella completezza che sembrano esserci solo quando le due cose vanno insieme,) consumata tra i due sposi, prima della separazione: prendimi ancora, per l'ultima volta prima di lasciare andare alla deriva quello che abbiamo costruito.

Malgrado il mio sproloquio però non attendetevi una mattonata, perché i toni riescono a rimanere leggeri, si ride spesso e si sorride ancora di più, la trovata delle interviste ai vari protagonisti è geniale per sviscerare ancora meglio il punto di vista di ognuno.
Gli attori sono tutti molto bravi ma a dare i brividi è la bruttina ma brava Alba Rohrwacher, dolcissima nelle sue inflessioni dialettali.

Eppure è un film che disturba, perché sai che quello che vedi è un mondo possibile, che quello che ti aspetta, arrivata alla quasi-vigilia dei trenta (parlo per me ovviamente) è del tutto possibile e altamente probabile.
Ora non fraintendetemi. Non ho paura di incontrare un Giovanni.
Ho paura di essere Giovanni.

Voto: 8.5
parola di trinitysdc alle ore 11:53 | linkami | commenti (18)
categorie: cinema, riprendimi
lunedì, 31 marzo 2008

Due per la strada

due per la strada


Due per la strada 
(Two for the Road)


Un film di Stanley Donen.
Con Albert Finney, William Daniels, Audrey Hepburn, Nadia Gray. Genere Commedia, colore 112 minuti. - Produzione USA 1967.




Che persone sono quelle che stanno zitte quando stanno insieme?

Le persone sposate!

E' un refrain che ricorre spesso in Due per la strada di Stanley Donen, con Audrey Hepburn, ormai eletta a mio personalissimo modello inarrivabile, e Albert Finney, quel padre che abbiamo tanto odiato e amato in Big Fish.

Stanley Donen, regista che mi sorprende ad ogni film (Sciarada e Cenerentola a Parigi sono gli altri due che ho visto finora) mette in mostra la sua personalissima visione del matrimonio, dell'amore e della vita con un film divertente, spiazzante (soprattutto per l'uso continuo dei flashback, di cui si serve per mettere in luce le contraddizioni dei personaggi) a tratti duro per poi ritornare su note più leggere a raccontare la convenzio borghese per eccellenza: il MATRIMONIO, altrimenti noto come LA TOMBA DELL'AMORE.

E proprio del matrimonio si fanno beffe i due giovani innamorati, Joanna e Mark,
conosciutisi per caso, innamoratisi all'improvviso e sposatisi quasi per scherzo; della coppia riviviamo la naturale discesa agli inferi che tutte (?) le persone sposate vivono: incomprensioni, tradimenti, problemi legati alla nascita dei figli, recriminazioni  per il troppo risentimento covato nel tempo...

La commedia, pur toccando dei momenti di reale intensità drammatica, è estremamente brillante e vivace, grazie proprio ai continui flashback e alle situazioni esilaranti vissute dai due giovani, soprattutto nella fase iniziale dell'innamoramento.

Nel complesso il matrimonio ne esce salvo, nonostante le numerose ammaccature, perché l'amore sopravvive a tutte le incomprensioni tramutandosi in altre forme e divenendo poi più solido quanto più si affina l'arte della sopportazione.

Finale dolce-amaro, il matrimonio va a vanti è vero, ma l'impegno per far sì che le cose funzionino dev'essere tanto da entrambe le parti. E non sempre c'è chi è disposto ad affrontarlo.

Film spassoso, da vedere rigorosamente in coppia: soprattutto se il rapporto è duraturo ci si potrà riconoscere, ci si potrà ricordare di come si era e riflettere insieme su cosa si è e su cosa si vuol diventare.
parola di trinitysdc alle ore 20:49 | linkami | commenti (10)
categorie: cinema, audrey hepburn, stanley donen, albert finney, due per la strada
venerdì, 28 marzo 2008

I consigli di Trinity

Vabbè che li ho già scritti qui, però oggi con tutte queste uscite mi sento particolarmente ispirata: tra film interessanti e da perculare ce n'è per tutti i gusti.

Il mio personalissimo film della settimana è: My Blueberry Nights.
Nonostante le voci dalla blogosfera non siano esattamente confortanti io ci voglio credere almeno fino a domani che questo film sia.. ehm..splendido come gli altri due di Kar-Wai che ho visto (Happy Together, per il quale mi cimentai in una visione in cinese sottotitolata in inglese, e fin qui poco male se non fosse che i sottotitoli avevano per lo più uno sfondo bianchissimo; e In the mood for love dalla grazia e dall' eleganza strepitosa)

Seguono:

Per uno solo dei miei due occhi: il film che racconta la guerra dal lato dei palestinesi fatto da un israeliano!!!!
Qualcuno ha ascoltato le mie preghiere espresse quando uscì l'ennesimo film, ora non ricordo quale, sugli ebrei e l'Olocausto! Dio c'è, lo posso dire!

Nessuna qualità agli eroi: mi intriga, ma non avrò tempo, già lo so. Se andate fatemi sapere se "le qualità" di Elio Germano mostrate nel film sono tali quali si raccontano!

Tutta la vita davanti: come già scritto qui, questo è un film con precari dalla notevole autoironia... lo passo volentieri. Non perché non ne sia dotata, ma perché Virzì, a parte Ovosodo, non mi hai mai garbato troppo

Walk Hard: ne ho letto un gran bene, ma...  la solita storia: poco tempo, pochi soldi e poche sale!

Tutti gli altri, indistintamente, saccentemente e violentemente verranno da me scagliati nella Gora dell'Eterno Fetore. ORA!
parola di trinitysdc alle ore 19:10 | linkami | commenti (14)
categorie: cinema, uscite della settimana, consigli di trinity
venerdì, 07 marzo 2008

Ritorno al passato/1

Lo so che oggi dovrei scrivere i preziosi consigli, ma le uscite della settimana proprio non mi attirano. No, no, no.

Neanche Verdone? direte voi..
Neanche Verdone! Perché so già che il film sarà una trashata ancora peggio di Viaggi di Nozze che non mi piacque neanche un po', ma si sa che andrò al cinema a vederlo lo stesso, ché non vorrei mai che il mio illustre concittadino ricevesse un cattivo riscontro di critica e al botteghino (anche se ho già letto qua e là che il film delude, eccome se delude).

Il resto si divide tra fuffetta e bei film che non vedrà nessuno perché mal distribuiti (dio come sono ripetitiva!), da Biùtiful Cauntri a Sonetàula passando per Vogliamo anche le Rose...

Quello con cui vi tedierò un po' sono due bei filmoni datati entrambi 1938 e aventi per protagonisti una delle coppie più belle mai viste sul grande schermo: parlo di Cary Grant e Katharine Hepburn in Susanna! di Howard Hawks e Incantesimo di George Cukor.

susannaSusanna! è una commedia scoppiettante con una Katharine Hepburn nelle vesti Susanna: un vero e proprio ciclone che causerà una serie di divertentissimi contrattempi e sciagure al povero zoologo David Huxley, un Cary grant con gli occhialoni che lo fanno sembrare un buffissimo topo da biblioteca, ma che riacquista il consueto fascino non appena ne viene privato (e che non era certo passato inosservato agli occhi della bella Susanna).

Il film non concede un attimo di sosta e scorre leggero e piacevole come mai, tra inseguimenti di tigri, ricerche di costole intervertebrali di dinosauri e via dicendo.

Vi ho ritrovato una caratteristica che già mi era apparsa evidente in un altro film di Hawks, Gli Uomini preferiscono le bionde, in cui le donne sono estremamente chiacchierone, pasticcione e svampite, almeno in apparenza, ma che a conti fatti risultano sempre più concrete e capaci di arrivare dritte alla meta rispetto agli appartenenti al cosiddetto "sesso forte".

Complessivamente Susanna! è un film che intrattiene piacevolissimamente e che fa riflettere su quanto a volte nella vita per essere felici basterebbe smettere di dare un ordine alla propria esistenza e buttarsi nella mischia.

susannaIncantesimo di Cukor è invece una critica ben mirata alla società americana e ai suoi principi di accumulo di denaro e di importanza dell'avere sull'essere, principi riassunti dalla famiglia Seton di cui Julia (Bess Flowers)  è la giovane rampolla perdutamente (?) innamorata dello spiantato e sognatore Johnny Case. Tra loro l'amore durerà giusto il tempo (10 giorni) idi capire che la visione della vita di rampolli di buona famiglia e quella degli "amici del popolo" non potranno mai convergere.

In tutto ciò la bella Katharine incarna la pecora nera della famiglia Seton, quella che tiene all'essenza e alla sostanza delle cose, l'unica a capire che Johnny può davvero essere l'ultima scialuppa di salvezza per uscire dal mausoleo in cui abita.
Fa eccezione la stanza dei giochi in cui Linda e Johnny daranno uno spettacolino divertentissimo con "numeri di alta acrobazia".

Anche in questo caso l'ironia scorre a fiumi, soprattutto quando a mettere alla berlina il mondo dell'alta società americana sono coloro che la vivono dal di dentro che siano le battute argute del malinconico di Ned o i personaggi caricaturali di Mr Seton o della giovane Julia, l'alta società americana ne esce massacrata.

incantesimo
parola di trinitysdc alle ore 20:27 | linkami | commenti (20)
categorie: cinema, incantesimo, cary grant, susanna, katharine hepburn, howard hawks, george cukor
venerdì, 29 febbraio 2008

I consigli di Trinity

Col consueto ritardo ecco qua le uscite della settimana:

Persepolis: mitico già dal trailer, me lo vado a vedere subito subito questa sera!!!

Il mattino ha l'oro in bocca: visto in anteprima, non è assolutamente niente di che, ma si lascia guardare...
Per saperne di più cliccate qui!

Jumper: non è da me eppure questo film mi attira e non so neanche io bene da cosa dipenda, ma credo che saprò resistere alla tentazione.

REC: alla romana RECCHE, anche questo film è di quelli che mi attira molto ma dubito che troverò qualcuno che vorrà farmi compagnia e da sola, mi dispiace, ma non ce la posso fare a vederlo.

Rendition: al primo posto tra le delusioni della Festa del cinema di Roma e ho già ampiamente motivato la mia insoddisfazione.

Joe Strummer - Il futuro non è scritto: è tra i film che vorrei vedere ma che non credo vedrò, né io né il resto dell'italica popolazione data la magra distribuzione. Il film, come già tutti saprete, racconta la vita del leader dei Clash attraverso le testimonianza più disparate. Lo aspetteremo sul mulo :-(

La Rabbia: mi è bastato leggere tre righe da Mymovies per sgangherarmi le balle: "Un giovane cineasta esordiente è entrato in depressione: nessun produttore sembra intenzionato a finanziare il film su cui lavora da 5 anni". Non mi dite che volete sentire il resto..

Fine Pena Mai: film sul boss della Sacra Corona Unita verso il quale non provo il minimo interesse, l'unica cosa buona potrebbe essere Claudio Santamaria, che ha acceso un discreto dibattito tra me e le mie colleghe in ufficio... CE PIACE, CE PIACE!

Prospettive per un Delitto: il film minchiata della settimana che però avrà un sacco di successo, perché alla gente, si sa, queste trame ingarbugliate sui presidenti morti ammazzati piaccione, eccome se piacciono!

Forse Dio è malato: sarà il film non visto della settimana, per quanto distribuito in 6 gloriose sale (mica male, Joe Strummer solo 5!). In ogni caso le gente sarà impegnata con il presidente morto ammazzato e non avrà di sicuro voglia di caricarsi anche del fardello africano, ed in effetti non riesco del tutto a dargli torto.
parola di trinitysdc alle ore 18:48 | linkami | commenti (13)
categorie: cinema, uscite della settimana, consigli di trinity
mercoledì, 27 febbraio 2008

Non è un paese per vecchi

coen
No Country for Old Men


Un film di Ethan Coen, Joel Coen. Con Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper. Genere Thriller, colore 122 minuti.





Tre uomini, tre storie, un unico destino che ne muove i fili, li fa incontrare, a volte fa mancare una coincidenza anche solo per pochi minuti.

C'è il vecchio scheriffo, un Tommy Lee-Jones scavato nel viso bruciato dal sole, a cui è affidato l'anima più malinconica del film, con la sua amara consapevolezza a cui non può che piegarsi: "Quello che sta arrivando non si può fermare" e che la gloria del passato non abita più il presente.

C'è l'ingenuo, Llewelyn Moss, convinto di poter venire a patti con il Male, di poterlo vincere, di poterlo fregare e così facendo godersi i suoi 2 milioni di dollari trovati, è proprio il caso di dirlo, sotto l'albero in cui tutti noi vorremmo inciampare.
E' un personaggio dalla vanità infinita, che fa quasi tenerezza per il suoi comportamento; più di una volta gli verrà ripetuto: "Lei non si rende conto", perché lui no, non l'ha ancora visto Chigurth.
Ma come potrebbe farlo, come potrebbe capire chi ha dietro quando davanti ha il sogno quasi materializzato di lasciarsi alle spalle, appena dietro il confine, la vita da modesto saldatore e diventare un Nessuno Milionario?
E' un reduce, ma non certo un eroe, Moss. Ma in fondo ci fa comoassione perché capiamo perfettamente il suo modo di agire.

E poi c'è il Male che ha gli occhi stralunati di Javier Bardem e quel sorriso giocondo quando ti porge una moneta con cui ti giochi a testa o croce la tua vita senza che neanche tu lo sappia. (E quando invece sai quello che c'è in ballo scegliere diventa impossibile).

Il pessimismo, ma forse dovrei dire realismo è totale: nella vita vince sempre il Male, SPOILER che non muore, come capiterebbe a chiunque ad un incrocio per un semaforo bucato, ma si rialza e, per quanto dolorante continua la sua marcia inesorabile verso chissà dove per uccidere chissà chi, secondo un piano ineccepibile, coerente solo in una mente degenerata. FINE SPOILER

Non sei obbligato a farlo

Dicono tutti così

Infatti


Uscire di casa, guardarsi la suola delle scarpe e andare via con la coscienza pulita per una promessa mantenuta fatta ad un morto. Verrebbe quasi da pensare che è proprio un brav'uomo.

Un film dai silenzi assordanti, dove il sospiro di sollievo si tira solo dopo lo sparo, che ci sarà, si sa che ci sarà, e questa certezza chiude lo stomaco, e il senso di liberazione arriva perché in fondo ogni volta abbiamo pensato: "Meglio lui che me", perché in effetti Chigurth è il destino che ti chiede di scegliere testa o croce, ma a volte neanche quello.

Voto: 9

Ps: per spezzare la serie positiva di filmazzi mi sembra giusto,
domani, darmi un colpo di machete  sulle balle e andare a vedere Parlami d'Amore del buon Silvio... A biglietto donato.. non si dice di no! :-D
parola di trinitysdc alle ore 21:22 | linkami | commenti (16)
categorie: cinema, tommy lee jones, fratelli coen, javier bardem, no country for old men, josh brolin
domenica, 24 febbraio 2008

Sweeney Todd

Sweeney Todd

Teatrale, monumentale, disperato.
In una Londra cupa, più livida degli occhi di Mr Todd si consuma l'orrore della vendetta che tutto travolge in un delirio di onnipotenza giustizialista in cui non c'è spazio per il perdono né per la redenzione.

Johnny Depp dipinge una maschera di odio sul suo volto ma lascia come sempre che la sua mimica guizzi al momento più opportuno, senza contare che pur non essendo un cantante professionista riesce a dare una prova decisamente convincente.

La stessa cosa vale per Helena Bonham Carter la cui gravidanza non ha ingentilito i tratti del volto, cosa che le ha permesso di sembrare una vera e propria strega.

L'orrore descrittonon sta tanto nelle gole tagliate una dopo l'altra con la mano svelta di Sweeney, ma nella natura umana che si cela dietro le due maschere dei personaggi principali. Lì dove Todd è tutto d'un pezzo determinato a distruggere l'intera umanità, non meritevole di vivere per la sua meschinità, Mrs Lovett sconvolge per il suo animo duplice e mentitore, pronto a tutto pur di salvaguardare i suoi affari, non solo economici...

I brani musicali non sono particolarmente geniali, a tratti appaiono un po' deboli, ma ce n'è uno che mi è rimasto nel cuore e che continuo a cantare da venerdì sera, con buona pace delle orecchie di chi mi sta intorno: sto parlando del duetto tra Mrs Lovett ed il piccolo Toby.

helena e toby

Nothing is gonna harm you,
not while I'm around


Voto: 9.5, lo riguarderei per la terza volta anche subito :-)
parola di trinitysdc alle ore 18:11 | linkami | commenti (28)
categorie: cinema, tim burton, jhonny depp, helena bonham carter, sweeney todd
venerdì, 22 febbraio 2008

I consigli di Trinity

Più che di consigli questa settimana parlerei di veri e propri imperativi categorici...

Sweeney Todd: me lo vado a pappare oggi, subito subito, perché potrei morire anche solo ad aspettare un giorno di più. Devo dire altro?
Non credo, torna la santissima trinità del cinema, basta questo. Ah, ma lo sapete che ho scoperto solo qualche giorno fa che la Helena è la signora di Mr Burton?


No country for old men: altro bell'hype, altro filmazzo che i bookmaker scommettono stravincerà ai prossimi Oscar, staremo a vedere!
Che altro dire... che Bardem con quel caschetto cattivo popola i miei incubi e non vedo l'ora di vederlo all'opera!

L'uomo qualunque: diciamo pure che sarà il film che passerà più inosservato nella storia dell'italica distribuzione. Anche se, a ben guardare questa scelta potrebbe essere una mezza paraculata: quanto meno il fallimento (perché diciamocelo, un film del genere in Italia non ha mercato (purtroppo) neanche né oggi né mai), almeno qui ci sono le attenuanti per il disastro che prevedo.

Rambo: sì vabbè, lo so, dovrebbe andare nella Gora dell'Eterno Fetore, ma il gioco è mio e le regole le faccio io! E poi a Sly gli voglio un bene come una casa, quindi dico solo che "no
n lo consiglio".
parola di trinitysdc alle ore 14:34 | linkami | commenti (17)
categorie: cinema, uscite della settimana, consigli di trinity
giovedì, 21 febbraio 2008

There will be blood

there will be blood
There will be blood



Un film di Paul Thomas Anderson
Con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier, Colleen Foy. Genere Drammatico, colore 158 minuti





Il film è di quelli che pur non prendendo al cuore e non causando nubifragi interiori come lo scafandro e la farfalla, ma riesce comunque a tenere attaccato alla poltrona lo spettatore instillando una dose di tensione difficile da smaltire anche a visione conclusa.

E qui mi vien subito da dire che con un'altra colonna sonora questo sarebbe stato un altro film.
Ottimo infatti il lavoro di Jonny Greenwood che non a caso ha vinto l'Orso d'Argento per il miglior contributo artistico per le sue musiche: angoscianti e disturbanti tanto che appena tutto taceva si tirava un sospiro di sollievo, ma ad ogni nuovo brano era una nuova gran goduria!

Ma si sa che il totale è più della somma delle singole parti e da qui si capisce il gran film che è perché qui ogni singola tassello è da lodare, dalla regia alla colonna sonora, dall'interpretazione di Day-Lewis e di Paul Dano, alla fotografia che rende l'aria densa e appiccicosa.

Per tutta la visione ho avuto la strana sensazione di mangiare la polvere, di avere il volto coperto di oro nero

Per la prima metà il film è da applausi, purtroppo cala leggermente di tensione nella seconda parte, ma si conclude con un finale grandioso che giustamente qualcuno ha parlato di isterimi e deliri quasi desmondiani.

Il personaggio è di quelli che nessuno vorrebbe mai incontrare sulla propria strada: "guardo gli altri uomini e non ci trovo niente d'attraente" dice Plainview e noi dal canto nostro non troviamo niente di attraente nella sua supoerbia, nel suo cinismo, nella sua assenza di "pietas" verso gli altri uomini, che si rivelerà brutalmente nel suo rapporto col figlio.

"Negli uomini io vedo il peggio" e di nuovo il senso di repulsione verso quell'uomo coperto da una maschera di oro nero prende il sopravvento. L'identificazione col personaggio è del tutto impossibile, né tantomeno è ricercata da Anderson (e se per caso vi siete identificati in Daniel, vi prego fatemelo sapere che vi girerò al largo), l'intento è quello di mostrare l'epopea di questo self-made-man il cui unico scopo nella vita è risucchiare le viscere della terra.

Voto di Trinity: 9 monumentale!
parola di trinitysdc alle ore 19:53 | linkami | commenti (13)
categorie: cinema, daniel day-lewis, there will be blood, ptanderson, paul dano
domenica, 17 febbraio 2008

Lo scafandro e la farfalla

scafandro
Lo scafandro e la Farfalla

Un film di Julian Schnabel

Con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny, Patrick Chesnais, Niels Arestrup, Olatz Lopez Garmendia, Jean-Pierre Cassel, Marina Hands, Max von Sydow, Emma De Caunes. Genere Drammatico, colore 112 minuti. - Produzione Francia 2007



Finalmente il 2008, iniziato senza grande brio, porta uno di quei film che non si possono
dimenticare, uno di quelli che è davvero impossibile non apprezzare.

E come spesso capita sono proprio le storie vere quelle che  toccano maggiormente l'anima,
che ci stravolgono le viscere dal profondo.

Tuttora è difficile parlarne, liberare dalla mente dalle molte immagini che la affollano e dare
senso a questo fluire di emozioni che si sono impossessate di me.

La storia di Jean-Dominique Bauby è di quelle che ti porta a chiedere cosa stai facendo tu della tua vita, perché peggio della morte, inattesa, prematura, c'è la consapevolezza, la lucidità di averla sprecata. Di non aver saputo amare abbastanza, di non aver saputo cogliere le occasioni nella vita, di non aver avuto le palle per scegliere.

Tutto questo ce lo racconta Jean-Do chiuso nello scafandro del suo corpo, mentre la sua mente si schiudono mille farfalle di cui ha voluto renderci partecipi con l'enorme sforzo compiuto nello scrivere il suo libro.

E nello scafandro ci siamo anche noi con lui, per la prima parte del film, in cui le inquadrature sono tutte in soggettiva e anche noi possiamo vedere col solo occhio sinistro quella piccola parte di vita che vi scorre dinanzi. L'effetto è di un senso di claustrofobia e di impotenza che, pur disturbando, e non poco lo spettatore, riesce sicuramente a garantire un'identificazione totale col personaggio (e la scena in cui l'occhio destro gli viene cucito, vista dal di dentro, è di quelle che fanno contorcere sulla poltrona).

La regia è molto curata, presente, visibile, ma non invadente (ogni riferimento ad altri film è puramente NON casuale) e Mathieu Amalric ci ha regala una prova notevole cucendosi addosso uno scafandro da cui sa liberarsi all'occorrenza riacquistando il suo volto da simpatico mascalzone che lo rende tanto attraente.

Coinvolgente ed emozionante dall'inizio alla fine tocca i massimi livelli di coinvolgimento nei momenti in cui Jean-Do parla riferendosi direttamente alla sua condizione di padre e di figlio.

"Un abbozzo di padre, un'ombra di padre è sempre meglio di niente" e "Dev'essere dura per un padre parlare ad un figlio sapendo che non potrà rispondergli" sono le due frasi che esprimono bene il suo dolore.

Un film che picchia duro, lascetevi battere, ne vale la pena.

Voto di Trinity: 9
parola di trinitysdc alle ore 14:15 | linkami | commenti (26)
categorie: cinema, lo scafandro e la farfalla, julian schnabel, mathieu amalric


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Blogger: trinitysdc
Nome: Federica Falco aka Trinity


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Grande, Grosso e.. Verdone[6]
Gone Baby Gone****
Into the Wild[7.5]
Io sono leggenda[7]
Juno[8]
Lars e una ragazza tutta sua[7.5]
Le graine et le mulet[6]
Lussuria[8]
Leatherheads[8]
Matrimonio è un affare di famiglia, Il ***
Mattino ha l'oro in bocca, Il[5]
My blueberry nights[7]
No country for old men[9]
Oxford Murders[6]
Once ****
Parlami d'amore[4]
Persepolis[8.5]
Riprendimi[8]
Scafandro e la farfalla, Lo[9]
Sweeney Todd[9]
There will be blood[9]
The Savages[7.5]
Treno per Darjeeling, Il ****
Zero - L'inchiesta sull'11 settembre
Zona, La ****
27 volte in bianco[6]


Stagione 2007
Assassinio di Jesse James per mano del codardo R. Ford, L'[5]
Atonement[8.5]
Bourne Ultimatum[8]
Breakfast on Pluto[7]
Buio nell'anima, Il[6--]
Città proibita, La[7]
Come l'ombra[7]
Crank[7.5]
Cronache di una fuga[8]
Diario di uno scandalo[4]
Eastern Promises[9]
Elizabeth - The Golden Age[8]
Fast Food Nation[5]
Fearless[7]
FUR: un ritratto immaginario di Diane Arbus[9]
Grindhouse - Death Proof[8.5]
Guida per riconoscere i tuoi santi[8.5]
Hairspray[N.C.]
I'm not There[9]
INLAND EMPIRE[N.C.]

Labirinto del Fauno, Il[8.5]

Lascia perdere, Johnny![7]
Lupin III - Il castello di Cagliostro[8]
Matrimonio di Tuya, Il[8]
Mein Fuhrer[8.5]
Mi fido di te[4]
Mio fratello è figlio unico[7]
Nuovomondo[8.5]
Ocean's 13[5]
Paranoid Park[9]
Piano, solo[8]
Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo[7]
Planet Terror[7]
Ragazza del Lago, La[6]
Ragioni dell'aragosta, Le[7.5]
Salvador - 26 anni contro[10]
Sconosciuta, La[8]
Shrek Terzo[6.5]
Sicko[8]
Sluth[8]
Still Life[8]
The Messengers[3]
Tideland[8.5]
TMNT[6]
Uomo dell'anno, L'[5]
Uno su due[5]
Vento che accarezza l'erba, Il[7]
Vite degli altri, Le[8.5]
Water[7]
Zodiac[8]
300[7.5]
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni[8]

Festa del Cinema di Roma 2007
Le Douxieme Souffle[4.5]
The Unforeseen[7.5]
August Rush[8.5]
Rendition[6--]
Incontro con Malick
Reservation Road[9]
El Pasado[6.5]
Fidel cuenta el Che[9]


ReViSiOnI
Incantesimo
Susanna
La notte di San Lorenzo
Blow-up
Viale del Tramonto
Happy Together
Luci della Ribalta
Luci della sera
Il grande dittatore
Gli uomini preferiscono le bionde
Fronte del porto
La Tigre e il Dragone
La sposa turca
Attimo Fuggente, L'
Decalogo 2 - Non nominare il nome di Dio invano
Decalogo 1 - Non avrai altro Dio al di fuori di me
Fratello dove sei[8]
Good Morning Vietnam[9]
Jesus Christ Superstar[9]
Mission[7.5]
Pulp Fiction[9]
Segreti di Brokeback Mountain[9], I
Shining[9]
Trilogia_degli_Elementi[8]
Velvet Goldmine[8]


I Consigli di Trinity
Al cinema dal 29 febbraio
Al cinema dal 22 febbraio
Al cinema dal 15 febbraio
Al cinema dall' 8 febbraio
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Curiosità, Interviste e altre Amenità Cinefile
Marlon Brando
Intervista a Silvio Muccino
There will be blood
Christopher Nolan ricorda Heath Ledger
Cinebloggers appoggiate!
Thinking Blogger Award
Classificone 2007
Non ci resta che piangere
Trinity fa carriera 2
Freddie Mercury
Ennio Morricone a Santa Cecilia
Le conseguenze dell'amore
Hype pre-Festa del cinema di Roma
Trinity fa carriera!
Considerazioni Guevariane
Da cinefila a cinofila
Intervista a Elio Germano
Fake Trailers, Tarantino e Rodriguez
Intervista a Quentin Tarantino
Attesa pre-visione
Intervista a Tarantino 2
Anticipazione
Curiosità su Pirati dei Caraibi3
Cinema e Marketing